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Inaugurato a Carbonia il progetto RECOVER: un nuovo polo di innovazione su idrogeno e combustibili verdi

Carbonia, 18 giugno 2026 – Taglio del nastro d’eccellenza alla ex Grande Miniera di Serbariu. È stato ufficialmente inaugurato il progetto RECOVER, un investimento da 12 milioni di euro di risorse del Piano nazionale per gli investimenti complementari al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNC al PNRR), dedicato alla ricerca di frontiera su idrogeno e combustibili verdi (e-fuels). Sviluppato dal Centro di ricerca Sotacarbo, il progetto contribuisce in modo decisivo alla riconversione di un’area simbolo dell’archeologia industriale e della produzione di energia da combustibili fossili in un polo di innovazione tecnologica ed energetica di livello internazionale.

All'evento – che ha visto la partecipazione dell’Assessore regionale all'Industria, del Sindaco di Carbonia, dell'Università di Cagliari e di Sassari e dell'ENEA – l’intervento della Dott.ssa Antonia Sanna, in rappresentanza del Dipartimento per le politiche di coesione, ha illustrato il valore strategico dell’opera nel quadro delle politiche nazionali di coesione e di rigenerazione territoriale, portando i saluti e il plauso dei vertici istituzionali, a partire dal Capo Dipartimento, il Consigliere Michele Palma, che su impulso del Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, ha fortemente creduto nel sostegno e rafforzamento della misura “Ecosistemi”, insieme al Direttore Generale Riccardo Monaco e ai funzionari del Servizio IV “Progetti speciali” ,coordinati dalla Dirigente Giorgia Felli.

Il Dipartimento per la coesione: “RECOVER è un'eccellenza nel merito e nel metodo, un modello di riferimento auspicabilmente replicabile”.

Durante l'incontro è stata sottolineata la straordinaria qualità progettuale della visione alla base della proposta di Sotacarbo. RECOVER, unico intervento finanziato in Sardegna della misura “Ecosistemi” si è distinto nettamente sia nella fase selettiva, posizionandosi 3° in graduatoria nazionale, che nel suo iter realizzativo, concluso in linea col cronoprogramma originario. Un traguardo reso possibile da una virtuosa collaborazione istituzionale non solo interna al partenariato di progetto ma anche con gli uffici del Dipartimento.

RECOVER, nello specifico, ha finanziato l’acquisto di strumentazione scientifica di progetto e la riqualificazione edilizia – oltre agli arredi tecnici – dell’ex ufficio tecnico della miniera, circa 1.100 m2, cui si è aggiunto un ampliamento di ulteriori 350 mq.

I nuovi laboratori – focalizzati su idrogeno, bio-H2, accumulo termico e chimica generale – sono stati realizzati con i più elevati standard di efficienza energetica e nel pieno rispetto dei vincoli storico/culturali che tutelano il sito della ex Grande Miniera.

Oltre alla valenza scientifica e alla sostenibilità ambientale, dal palco è stato rimarcato il profondo impatto sociale del progetto: l'attrazione dei talenti, la riconversione delle professionalità esistenti e la creazione di nuove professionalità, con un occhio di riguardo alle generazioni più giovani.

Uno sguardo al futuro

L'impatto di RECOVER si estenderà presto alla mobilità e all'industria, puntando ad abbattere i costi dei carburanti puliti per i trasporti pesanti, marittimi e aerei. A Carbonia i segnali di questa transizione sono già concreti: l'imminente attivazione dell'impianto fotovoltaico e lo sviluppo della Hydrogen Valley permetteranno a breve di produrre l'idrogeno necessario ad alimentare i mezzi pubblici locali dell'ARST.

In chiusura, il Dipartimento ha espresso la massima soddisfazione nel vedere tradotto il finanziamento concesso in una realtà progettuale concreta e di respiro internazionale. Questo traguardo dimostra che quando le istituzioni e le competenze locali convergono verso lo stesso obiettivo, si generano risposte preziose e tangibili per lo sviluppo del territorio.

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Nota sull'immagine:

L'immagine di copertina è tratta dal sito ufficiale della società Sotacarbo.